La Lanterna O.N.L.U.S.

ANSIA & CO

 

Nelle occasioni in cui dobbiamo affrontare una prova, sia essa un compito in classe, un esame, un colloquio di lavoro o l'uscita con un ragazzo o una ragazza che ci piace tanto, possiamo provare una sensazione di stress o di ansia. Questo sentire è piuttosto normale soprattutto nelle situazioni in cui la persona si sente messa alla prova, giudicata e vulnerabile, tanto che solitamente l'ansia, la tensione passano nel momento in cui la prova viene affrontata.

Può capitare, per diverso fattori, che questo senso di ansia diventi pervasivo e non permetta ad una persona di vivere e godere pienamente delle situazioni. In questi casi l'ansia si può trasformare in un disturbo, dare luogo ad attacchi di panico e fobie.

L'autostima ha a che fare con il senso di sicurezza che una persona ha quando si trova ad affrontare una prova: maggiore sono l'autostima e la conoscenza di sé e minori sono le possibilità che l'ansia faccia vivere alla persona un'esperienza completamente negativa.

Se stai attraversando un periodo particolarmente stressante, vivi situazioni di ansia, panico o hai delle fobie l'ideale è sempre parlarne con qualcuno. Switch On, attraverso i suoi canali di CHAT, EMAIL e SMS, ti consente di approfondire questo tema e di immaginare delle strategie di soluzione.

 

L'ansia

L'ansia è uno stato psichico, prevalentemente cosciente, di un individuo caratterizzato da una sensazione di paura, più o meno intensa e duratura, che può essere connessa o meno ad uno stimolo specifico immediatamente individuabile (interno o esterno), è dunque una mancata risposta di adattamento dell'organismo ad una qualunque determinata e soggettiva fonte di stress per l'individuo stesso.

 

L'ansia sembra avere varie componenti di cui una cognitiva, una somatica, una emotiva, una comportamentale:

-La componente cognitiva comporta aspettative di un pericolo diffuso e incerto.

-Dal punto di vista somatico (o fisiologico), il corpo prepara l'organismo ad affrontare la minaccia (una reazione d'emergenza): la

pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi

muscolari aumenta e le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono. Esternamente i segni somatici dell'ansia

possono includere pallore della pelle, sudore, tremore e dilatazione pupillare.- Dal punto di vista emotivo l'ansia causa un senso di terrore

o panico, nausea e brividi.

- Dal punto di vista comportamentale si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all'evitare la

fonte dell'ansia. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non-adattivi, dal momento che sono i più estremi nei disturbi d'ansia. In

ogni caso l'ansia non sempre è patologica o non-adattiva: è un'emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed è una

funzione importante in relazione alla sopravvivenza.

 

 

IL DISTURBO D'ANSIA GENERALIZZATO


Il disturbo di ansia generalizzato è caratterizzato da una ansia durevole che non è concentrata su un particolare oggetto o situazione, in

altre parole è aspecifica o fluttuante. Le persone che hanno questo disturbo si sentono di temere qualcosa ma sono incapaci di esprimere

specificatamente di che paura si tratti. Temono costantemente e trovano molto difficile controllare le loro preoccupazioni. A causa della

tensione muscolare persistente e le reazioni autonomiche alla paura, possono sviluppare emicrania, palpitazioni, vertigini e insonnia.

Questi disturbi fisici, combinati alla intensa ansia di lunga durata, rendono difficile il compito di affrontare le normali attività quotidiane.

 


Attacchi di panico


Con il disturbo di panico, una persona soffre di brevi attacchi di terrore e apprensione intensi che causano tremore e scosse, vertigini e

difficoltà respiratorie. Chi è spesso colpito da improvvisi accessi di ansia intensa potrebbe essere afflitto da questo disturbo.L'attacco di

panico è definito come una paura o disagio che incomincia bruscamente e ha il suo picco in 10 minuti o meno. L’attacco di panico: pochi

secondi o qualche minuto terrorizzante in cui il corpo e la mente sono sconvolti dall’incontro improvviso con le paure umane più profonde:

la malattia, la morte, la follia. E spesso poi l’avvinghiante “paura della paura” congela la vita quotidiana, rendendo impossibili le attività più

semplici.

Sebbene gli attacchi di panico qualche volta sembrino venire fuori dal nulla, generalmente capitano dopo esperienze spaventose, stress

prolungato o perfino dopo esercizio fisico. Molte persone che hanno attacchi di panico (specialmente il primo) pensano di avere avuto un

attacco di cuore e spesso finiscono dal loro medico o al pronto soccorso.


Ecco alcuni sintomi fisici/somatici tipici e più frequenti dell'attacco di panico:

- difficoltà respiratoria, tecnicamente definita dispnea, con sensazione soggettiva di “fame d’aria” e di soffocamento;

- tachicardia o palpitazioni, spesso associati a dolori al torace;- aumento della sudorazione oppure brividi, legati a repentini

cambiamenti della temperatura corporea e della pressione;

- rossore al viso e talvolta all’area del petto;

- capogiri, sensazione di stordimento, debolezza con impressione di perdere i sensi;

- parestesie, più comunemente rappresentate da formicolii o intorpidimenti nelle aree delle mani, dei piedi e del viso;

- nausea, sensazioni di chiusura alla bocca dello stomaco o di brontolii intestinali;

- tremori fini o a scatti.

 

Insieme alle descrizioni di un quadro sintomatologico di tipo corporeo, le persone che vivono un attacco di panico riferiscono degli stati

psicologici tipici di questo picco di ansia. Questi ultimi in genere possono comprendere:

- sensazione di non essere parte della realtà, definita scientificamente derealizzazione;- sensazione di oscuramento del proprio sé, di

essere osservatore esterno del proprio corpo e dei propri processi mentali, definita depersonalizzazione;

- presentimento che stia per avvenire qualcosa di terribile associato ad una sensazione di impotenza nel gestirlo;

- paura di perdere il controllo;

- paura di impazzire;

- paura o convinzione di essere vicini alla morte;

- crisi di pianto;

- sensazione di rivivere qualcosa di già provato (deja-vù).

Ogni crisi di panico rappresenta un circolo vizioso in cui i sintomi fisici alimentano quelli mentali e viceversa.

Una serie di attacchi di panico determina il disturbo da panico.

Ciò che spesso si innesca dopo il primo attacco di panico è una paura persistente di avere un nuovo attacco di panico, una trappola che può

finire per incatenare una persona nell’esperienza di attacchi ripetuti, che viene definita disturbo di panico.

La paura di nuovi attacchi di panico è irrazionale e comporta una crescita della resistenza ad ogni sintomo d’ansia, con un notevole

aumento dell’automonitoraggio di ogni segnale fisico.

Una possibile complicazione del disturbo di panico è la fobia.



Fobie


Questa categoria riguarda una forte e irrazionale paura ed evitamento di un oggetto o situazione. La persona sa che la paura è
irrazionale tuttavia l'ansia rimane. Il disturbo fobico differisce dal disturbo di ansia generalizzata e dal disturbo da panico perché vi è uno stimolo o situazione specifici che elicita una forte risposta di paura. Si immagini come ci si sentirebbe ad essere talmente spaventati da un ragno da tentare di saltare fuori da un'auto in corsa per fuggire via da esso. Questo mostra cosa potrebbe sentire una persona che soffre di una fobia.

Le persone che hanno una fobia, hanno anche un'immaginazione particolarmente potente, tanto che anticipano vividamente conseguenze

terrificanti nel caso in cui incontrassero oggetti come coltelli, ponti, sangue, posti chiusi o certi animali. Questi individui riconoscono che le

loro paure sono eccessive e irragionevoli ma sono generalmente incapaci di controllare la loro ansia. Oltre alle fobie specifiche, come la

paura dei coltelli, ratti o ragni, vi è un altro tipo di fobia, conosciuta con il nome di fobia sociale. Gli individui con questo disturbo

sperimentano una paura intensa di essere valutati negativamente dagli altri o di essere imbarazzati in pubblico a causa di atti impulsivi.

Quasi tutti sperimentano la “paura del palcoscenico” quando parlano o si esibiscono di fronte ad un gruppo. Ma le persone che soffrono di

fobia sociale diventano così ansiosi che la performance è fuori questione. Di fatto, la loro paura del giudizio pubblico e la potenziale

umiliazione diventa così pervasiva che la vita normale è impossibile. Un'altra forma di fobia sociale è la "timidezza d'amore” o "ansia da

prestazione" che colpisce alcuni uomini. Le persone colpite si trovano incapaci di cominciare una relazione intima adulta.



Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo d'ansia caratterizzato da ossessioni e/o compulsioni. Le ossessioni sono pensieri o

immagini angoscianti e ripetitivi che l'individuo spesso realizza essere senza senso. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi che la

persona si sente costretta a compiere per alleviare l'ansia. Un esempio sarebbe l'ossessione di pulizia estrema e la paura di contaminazione

che può portare alla compulsione di lavarsi le mani centinaia di volte al giorno. Un altro esempio può essere l'ossessione che la propria

porta sia non chiusa a chiave, che può portare al costante controllare e ricontrollare le porte.



L'autostima

L'autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l'autoapprovazione del

proprio valore personale fondato su autopercezioni. La parola autostima deriva appunto dal termine stima, ossia la valutazione e

l'apprezzamento di se stessi e degli altri.

L'autostima è quindi la valutazione che una persona dà di se stessa.Tale valutazione varia tra due estremi: quello positivo e quello negativo.

Chi ha bassa autostima, per esempio, mostra scarsa fiducia nella propria persona e nelle proprie capacità; si sente spesso insicuro, non è in

grado di contare su se stesso e manifesta diverse paure legate soprattutto alla propria percezione di inadeguatezza e incapacità.

È importante specificare che l'autostima è un fattore dinamico, che evolve nel tempo e subisce variazioni anche notevoli nel corso della

vita. Non si nasce con la giusta autostima, essa va piuttosto coltivata, curata, alimentata durante il corso dell'esistenza.

Il nostro senso di autostima deriva da: elementi cognitivi ovvero il bagaglio di conoscenze di una persona, la conoscenza di sé e di

situazioni che vengono vissute dal soggetto; elementi affettivi che vanno ad influenzare la nostra sensibilità nel provare e ricevere

sentimenti, che possono essere stabili, chiari e liberanti; elementi sociali che condizionano l'appartenenza a qualche gruppo e la possibilità

di avere un'influenza sul gruppo, di ricevere approvazione o meno dai componenti di quest'ultimo.L'autostima ha la caratteristica

fondamentale di essere una percezione prettamente soggettiva e, in quanto tale, non stabile nel tempo ma dinamica e mutevole.

Il senso di autostima deriva principalmente dalle relazioni che ogni persona interiorizza e rielabora, sia le relazioni che vanno verso noi

stessi che quelle che noi intraprendiamo con altre persone. Da questo deriva il fatto che le persone influenzano in continuazione il loro

senso di autostima e sono influenzate da esso.

Se una bassa autostima si dimostra un fattore di ostacolo nella vita di una persona, allo stesso modo un'autostima eccessiva può avere

effetti deleteri; come frequentemente accade la virtù sta nel mezzo.

La bassa autostima nasce generalmente da una discrepanza tra il sé ideale ed il sé percepito. Il sé ideale è rappresentato da ciò che si

vorrebbe essere, dalle qualità che si desidererebbe possedere, dal carattere e dalle capacità che si vorrebbero come parte costituente della

propria persona. Il sé percepito è dato invece dall'insieme delle percezioni e delle conoscenze che possediamo su noi stessi. Si tratta in

sostanza di come ci vediamo, di come crediamo di essere.

Migliorare l'autostima è possibile e richiede un impegno costante nel tempo.