La Lanterna O.N.L.U.S.

CE L'HO COL MONDO!

 

 

Ad ogni persona può essere capitato di provare un senso di rabbia così forte da pensare di voler "rompere tutto" o di "avercela con mondo intero". La rabbia, come la tristezza e la gioia, è una delle emozioni fondamentali dell'essere umano, ed ha delle funzioni specifiche legate alla conservazione della specie.

Questa emozione, se non viene gestita in modo ottimale, può però avere delle ricadute relazionali e sociali, ad esempio nell'aggressività. Inoltre la rabbia ed in generale le emozioni della triade dell'ostilità (rabbia-disgusto-disprezzo) possono costituire un sintomo di un disagio più profondo e ampio.

Per queste ragioni oltre ad una buona informazione su questa emozione e sulle sue funzioni è necessario, nel caso in cui la rabbia abbia uno spazio troppo grande nell'esistenza di una persona, parlarne con qualcuno

Che cos'è la rabbia?

La rabbia è una emozione tipica e fondamentale ed è una tra le emozioni più precoci.

Poiché per essa è possibile identificare una specifica origine funzionale, degli antecedenti caratteristici, delle manifestazioni

espressive e delle modificazioni fisiologiche costanti, delle prevedibili tendenze all'azione.

Essendo un'emozione primitiva, essa può essere osservata sia in bambini molto piccoli che in specie animali diverse dell'uomo.


Sono molti i termini linguistici che si riferiscono a questa reazione emotiva: collera, esasperazione, furore ed ira rappresentano lo

stato emotivo intenso della rabbia; altri invece esprimono lo stesso sentimento ma di intensità minore, come: irritazione, fastidio,

impazienza.

Inoltre, la rabbia fa parte della triade dell'ostilità insieme al disgusto e al disprezzo e ne rappresenta il fulcro e l'emozione di base.

Tali sentimenti si presentano spesso in combinazione e pur avendo origini, vissuti e conseguenze diverse risulta difficile identificare

l'emozione che predomina sulle altre.

Da dove nasce la rabbia?

La rabbia rappresenta la tipica reazione alla frustrazione e alla costrizione, sia fisica che psicologica.

Ancor più delle circostanze concrete del danno, quello che più pesa nell'attivare una emozione di rabbia sembra cioè essere la

volontà che si attribuisce all'altro di ferire e l'eventuale possibilità di evitare l'evento o situazione frustrante.

Insomma ci si arrabbia quando qualcosa o qualcuno si oppone alla realizzazione di un nostro bisogno, soprattutto quando viene

percepita l'intenzionalità di ostacolare l'appagamento.

 

Contro chi ci si arrabbia?


L'emozione della rabbia può essere quindi definita come la reazione che consegue ad una precisa sequenza di eventi:

1-stato di bisogno

2-oggetto (vivente o non vivente) che si oppone alla realizzazione di tale bisogno

3-attribuzione a tale oggetto dell'intenzionalità di opporsi

4-assenza di paura verso l'oggetto frustrante

5-forte intenzione di attaccare, aggredire l'oggetto frustrante

6-azione di aggressione che si realizza mediante l'attacco.

Nella specie umana, di solito, si assiste non solo ad una inibizione della tendenza all'azione di aggressione e attacco ma addirittura al

mascheramento dei segnali della rabbia verso l'oggetto frustrante. Nella specie umana, la cultura e le regole sociali a volte

impediscono di dirigere la manifestazione e l'azione direttamente verso l'agente che scatena la rabbia.

 

Tre possono quindi essere i fondamentali destinatari finali della nostra rabbia:

- oggetto che provoca la frustrazione

- un oggetto diverso rispetto a quello che provoca la frustrazione (spostamento dall'obiettivo originale)

- la rabbia può infine essere diretta verso se stessi, trasformandosi in autolesionismo ed auto aggressione.



Quali sono le funzioni della rabbia?


Le modificazioni psicofisiologiche che si manifestano attraverso la potente impulsività e la forte propensione all'agire con modalità

aggressive sono funzionali alla rimozione dell'oggetto frustrante. La rabbia è sicuramente uno stato emotivo che aumenta

nell'organismo il propellente energetico utilizzabile per passare alle vie di fatto, siano queste azioni oppure solo espressioni verbali.

La rimozione dell'ostacolo che si oppone alla realizzazione del bisogno può avvenire sia attraverso l'induzione della paura e la

conseguente fuga sia mediante un violento attacco.


Nelle persone, i motivi alla base di un attacco di rabbia riguardano maggiormente la frustrazione di attività che erano connesse con

l'immagine e la realizzazione di sé. Lo scopo in questo caso sembra più rivolto a modificare un comportamento che non si ritiene

adeguato.

L'arrabbiarsi, motivando chiaramente le motivazioni dello scontento, sembra infatti essere una procedura per ottenere un utile

cambiamento.