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Intervista a Luca Marino – educatore #Maifermi

Oggi vi presentiamo Luca Marino, educatore al CAG #Maifermi da novembre 2025. Luca, raccontaci come è iniziato il tuo percorso di studi…

Ho frequentato il liceo scientifico e inizialmente pensavo di continuare con ingegneria: mi piaceva smontare le cose per capire come funzionassero e mi affascinava l’idea di creare qualcosa di innovativo. Allo stesso tempo, però, mi incuriosiva molto la psicologia: volevo capire cosa motivasse le persone e cosa guidasse il loro comportamento. Alla fine ha prevalso la seconda idea, e oggi sono molto contento di aver scelto questo percorso.

Che studi hai intrapreso in ambito psicologico?

Dopo la triennale in Scienze e tecniche psicologiche ho proseguito con la magistrale in Psicologia per le organizzazioni.

Perché?

Mi interessavano molto le dinamiche di gruppo, l’idea di lavorare sulle relazioni e creare contesti organizzativi in cui le persone potessero stare bene.

Hai avuto esperienze lavorative durante l’università?

Sì, ho fatto il fattorino, il cameriere, l’animatore. Poi ho svolto un tirocinio di sei mesi in una società che si occupava di ricerca, formazione e consulenza organizzativa, ma mi sono reso conto che quel contesto non era quello che cercavo: troppo lavoro d’ufficio, poca relazione.

Qual è stata l’esperienza che ti ha orientato verso il mondo educativo?

Un’esperienza chiave è stata il mio volontariato in un summer camp in Romania. Dopo la prima volta, ho deciso di tornare altre due estati, è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Lì ho lavorato molto con gli adolescenti, concentrandomi soprattutto sulle life skills con attività di team building e laboratori riflessivi su temi che a scuola spesso non trovano spazio come le relazioni, il dialogo, la felicità, la dipendenza dal cellulare. Mi è piaciuto tantissimo e al rientro ho deciso di proseguire in quella direzione.

Come sei arrivato al CAG #Maifermi di Lanterna?

Cercavo qualcosa di simile all’esperienza in Romania, soprattutto un contesto piccolo, non troppo ingessato, dove poter proporre iniziative personali e costruire legami autentici. Così ho trovato il CAG di Lanterna. Mi piacciono molto le realtà più contenute, perché permettono di conoscere meglio le persone.

E come è andata?

Ero un po’ preoccupato perché avevo meno esperienza con la fascia delle medie, che è un’età particolare. Ma fin da subito ha colpito il loro modo di guardare le cose e la loro spontaneità. È passato solo un mese, ma ho ottime aspettative.

Ti trovi più a tuo agio con qualche fascia d’età?

Mi sento più incline a lavorare con gli adolescenti però devo ammettere che anche la fascia delle medie mi sta sorprendendo positivamente.

Com’è il clima tra gli educatori?

Sono arrivato in un momento di transizione tra diversi educatori, quindi è una fase di assestamento. Con le colleghe mi trovo molto bene. L’ambiente è libero e sicuro, e questo per me è fondamentale.

Hai progetti o obiettivi per il futuro?

Mi piace molto studiare e vorrei continuare la formazione, magari con un master o una scuola di psicoterapia, per ora mi prendo del tempo per pensarci. Dal punto di vista lavorativo, mi piacerebbe entrare nelle scuole con attività di formazione e parallelamente continuare al CAG, dove mi trovo molto bene.

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