Oggi incontriamo Ivama Sanchez, che fa parte del direttivo di Lanterna.
Ivama, come hai conosciuto Lanterna?
Era il 2012 o 2013, tramite una ricerca online. Mi ha colpito subito il lavoro che faceva sul territorio con i bambini e i ragazzi del quartiere, così mi sono offerta come volontaria.
Da volontaria a membro del direttivo, il passo è stato breve?
Insomma… faccio parte del direttivo da alcuni anni. Dopo un periodo di volontariato attivo, per motivi lavorativi ho ridotto la presenza operativa, ma ho continuato a contribuire assumendo un ruolo nel direttivo, in particolare come segretaria e nel supporto organizzativo.
Che cosa significa per te fare parte di Lanterna?
Per me Lanterna significa restituire valore al quartiere. È un luogo dove l’impegno concreto, anche piccolo, può fare una grande differenza nella crescita dei bambini e dei ragazzi.
Quali sono secondo te i punti di forza e i punti di debolezza di Lanterna?
Il principale punto di forza è il radicamento nel territorio e l’autenticità delle relazioni che si creano. La difficoltà più grande invece è legata alle risorse limitate, soprattutto in termini di tempo e continuità delle persone coinvolte, che a volte dipendono molto dagli impegni lavorativi.
Che cosa desideri per il futuro di Lanterna?
Desidero che Lanterna possa continuare a crescere senza perdere la sua identità, coinvolgendo nuove persone, rafforzando la struttura organizzativa e ampliando le opportunità per i bambini e le famiglie del quartiere