Due chiacchiere con Simona Benvenuto, volontaria e membro del direttivo di Lanterna ODV
Lanterna è un’Organizzazione di Volontariato di Affori, una realtà che da anni lavora sul territorio milanese con passione e tenacia. Gestisce tre CAG (Centri di Aggregazione Giovanile) tra il Municipio 9 e il Municipio 2 di Milano, offrendo spazi educativi, di ascolto e di crescita a bambini e ragazzi. Dietro a tutto questo ci sono persone, storie e scelte di cuore. Una di queste è quella di Simona Benvenuto, che fa parte del direttivo di Lanterna dal 2023.
Simona, da dove nasce il tuo desiderio di fare volontariato?
A un certo punto della mia vita, dopo un incidente di percorso, ho sentito la necessità/ bisogno di dedicare una parte del mio tempo agli altri e soprattutto alle persone con grosse difficoltà. È stata una scelta sentita. Ho iniziato accompagnando i malati a Lourdes: un’esperienza fortissima, che ti segna dentro.
Poi però hai cambiato strada…
Sì. Dopo Lourdes il mio volontariato è stato presso l’Istituto Don Gnocchi, in via Capecelatro, per cinque anni. Ma era una realtà davvero troppo dura per me. Mi portavo a casa il peso delle sofferenze dei malati, problemi enormi, e facevo fatica a reggerli emotivamente.
E Lanterna come è entrata nella tua vita?
Volevo qualcosa di più vicino a casa, perché allora abitavo ad Affori. Laura Forcella mi ha invitata a fare volontariato per Lanterna. Da lì è iniziato tutto ed un tiro di schioppo da casa. È stato un incontro importante, ho lavorato con i bambini delle elementari.
A un certo punto però ti sei allontanata…
No, non mi sono mai allontanata veramente da Lanterna. Quando mi sono trasferita a Cormano mi sono dovuta sganciare. Conciliare, lavoro, famiglia e Lanterna con la distanza (mi muovo sempre con i mezzi pubblici) era complicato. Ma Lanterna non mi ha mai lasciata davvero andare: Anna Danelli, attuale presidente di Lanterna, mi ha richiamata per entrare nel direttivo. Un impegno diverso, più leggero, più compatibile con la mia vita.
Che tipo di impegno riesci a garantire oggi?
Onestamente non tantissimo. Lavoro tutto il giorno, sono fuori casa dieci/undici ore ed il tempo vola. La famiglia viene prima di tutto. I genitori invecchiano ed hanno sempre più bisogno della mia presenza. Quindi ci sono tante cose che non riesco a fare e dare a Lanterna.
Nonostante tutto, cosa ti ha lasciato il volontariato?
Tantissimo. È stata un’esperienza bellissima. Mi piace soprattutto organizzare eventi, spettacoli teatrali, momenti in cui le persone stanno insieme. Rimango in Lanterna ma potrò dedicare pochissimo tempo.
Quali sono oggi le difficoltà maggiori per un’associazione come Lanterna?
Le associazioni di volontariato sono tante sul territorio. Per fare si, Lanterna possa continuare ad esistere e dare aiuto, sono necessari fondi. Spesso ci troviamo a chiedere contributi: lotterie, biglietti, raccolte fondi. Le persone hanno sempre meno disponibilità economica o devolvono soldi ad un’altra associazione o sono disinteressati. È faticoso, a volte scoraggiante.
E il tema dell’integrazione?
È complesso. Da noi il 90% dei ragazzi sono stranieri, spesso di seconda generazione. Il rischio è quello di creare un po’ un ghetto. Non sempre c’è una vera integrazione, e questo fa riflettere.
C’è anche meno voglia di fare volontariato?
Sì, soprattutto tra gli adulti. Da fuori mi sembra che le persone siano stanche, un po’ scocciate. E Lanterna, purtroppo, non è ancora molto conosciuta nemmeno nel suo territorio.
Però qualcosa è cambiato nel tempo…
Assolutamente sì. Oggi si fanno molte più cose, rispetto a quando ero io volontaria. C’è più attenzione alla comunicazione, più presenza nelle scuole del territorio. Questo è un bel segnale.
Secondo te come si possono coinvolgere nuovi volontari?
Bisogna puntare sui giovani studenti e sui pensionati. Un ragazzo con entusiasmo o una pensionata con tempo e cuore possono fare davvero la differenza. Le energie non mancano, vanno solo intercettate.
Ti va di chiudere con un pensiero di speranza?
Certo. Io credo che, nonostante tutte le difficoltà, il bisogno di relazioni vere non sparirà mai. Finché ci saranno ragazzi che hanno bisogno di un luogo sicuro e adulti disposti ad ascoltarli, realtà come Lanterna avranno sempre un senso. Magari non è facile, ma anche una piccola luce può fare tanta strada. E Lanterna, nel suo piccolo, continua ad accenderla.
