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Intervista a Adriana Scaringella – Consiglio direttivo

Oggi vi presentiamo Adriana Scaringella, nominata membro del direttivo durante l’ultima assemblea di aprile 2026. L’abbiamo incontrata, per conoscerla meglio.

Adriana, quali tue esperienze professionali pensi possano essere utili nel direttivo di Lanterna? 

Dal punto di vista professionale porto l’esperienza maturata in molti anni di lavoro a contatto con le persone.
Ho imparato ad ascoltare esigenze diverse, a costruire relazioni, a trovare soluzioni concrete e a lavorare per obiettivi senza perdere di vista il valore umano dei rapporti.
Dal punto di vista associativo porto invece l’esperienza maturata come presidente dell’AGS – Associazione Genitori Scialoia.
È stato un percorso che mi ha aperto un mondo nuovo fatto di collaborazione, condivisione e passaparola.
Mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con famiglie, associazioni, realtà del territorio, enti e amministrazione comunale, facendomi comprendere quanto sia importante creare reti tra persone che, pur avendo ruoli diversi, condividono lo stesso obiettivo: migliorare la comunità in cui viviamo.

E dal punto di vista personale?

Dal punto di vista personale porto ciò che vivo ogni giorno come mamma e come cittadina.
Credo che ascolto, disponibilità e voglia di mettersi in gioco siano qualità importanti tanto quanto le competenze.
Le idee sono fondamentali, ma sono le persone che decidono di dedicare tempo ed energie agli altri a fare davvero la differenza.

Che cosa ti ha spinto a candidarti per entrare nel direttivo di Lanterna?

Mi sono candidata perché credo che lamentarsi di ciò che manca non basti: quando si ha la possibilità di contribuire, bisogna provare a farlo.
Ho trovato in Lanterna un gruppo di persone che dedica tempo e impegno al bene della comunità e lo fa con il sorriso e… ho pensato che fosse il momento giusto per dare il mio contributo.
Mi piacerebbe aiutare a creare opportunità di incontro, crescita e supporto per le famiglie e per i ragazzi del territorio. 

Qual è, secondo te, la principale sfida che l’associazione dovrà affrontare?

Trasformare Milano in un paesino.
Lo so, detta così fa sorridere e probabilmente qualcuno penserà che sia un obiettivo leggermente ambizioso!
Eppure credo che la vera sfida sia proprio questa: riuscire a coinvolgere sempre più persone, in particolare le famiglie e le nuove generazioni, creando occasioni di incontro e facendo sentire l’associazione come un luogo aperto, accogliente e utile per tutti.

Spiegaci meglio che cosa hai in mente…

Viviamo in una città dove spesso si corre molto e ci si conosce poco, anche tra persone che abitano sullo stesso pianerottolo. Io però continuo a credere nelle favole e penso che sia ancora possibile costruire relazioni autentiche, riscoprire il piacere di fermarsi a parlare, chiedere una mano quando serve e offrirla quando possiamo.
Mi piacerebbe contribuire a far crescere una comunità dove i vicini si conoscono, si aiutano, si prestano le cose e si sentono parte di qualcosa di più grande.
Un luogo in cui grandi e piccoli, persone di culture, storie e religioni diverse possano incontrarsi, collaborare e crescere insieme.
Perché una comunità non nasce per caso: si costruisce giorno dopo giorno. E quando funziona, diventa una delle cose più belle che possiamo lasciare ai nostri figli.

Ci sono progetti o iniziative che ritieni prioritarie?

Sicuramente mi piacerebbe lavorare a un progetto per i ragazzi delle scuole medie.
È un’età particolare: spesso o hanno l’agenda più piena di quella di un manager oppure finiscono per passare troppo tempo senza un luogo di riferimento.
Mi piacerebbe contribuire a sviluppare ciò che già Lanterna offre con competenza entusiasmo e amore.
Uno spazio dove fare i compiti sia solo una scusa (attenzione se non fate i compiti non potrete più avere la scusa, sfruttarla bene) per stare insieme, costruire amicizie, confrontarsi e imparare a vivere relazioni vere.

Come vedi i ragazzi oggi?

Oggi vedo spesso ragazzi seduti uno accanto all’altro che invece di parlare si scrivono messaggi sul telefono, sono una mamma permissiva ma questa cosa non la posso tollerare e mi piacerebbe offrire loro qualche occasione in più per alzare gli occhi dallo schermo e guardarsi davvero.
Credo che le priorità nascano dai bisogni delle persone. Più ascoltiamo il territorio, più idee e progetti possono prendere forma. Se devo essere sincera, non credo che il vero limite siano le idee: quelle arrivano sempre. Il limite, semmai, siamo noi, il tempo che possiamo dedicare e la voglia di metterci in gioco. E da quello che ho visto finora, in Lanterna la voglia di fare non manca. 

Che aspettative hai per il tuo incarico nel direttivo di Lanterna?

Sono stata accolta da un direttivo, che ringrazio, super propositivo. Mi sono sentita subito coinvolta, ascoltata e parte del gruppo, il nostro presidente ha saputo ascoltare le mie idee e, soprattutto, mi ha incoraggiata a trasformare l’entusiasmo in progetti concreti.
Per il futuro sono curiosa di vedere cosa riusciremo a costruire insieme. L’unica raccomandazione che mi sento di fare è di non lasciarmi troppa libertà: ho la pessima abitudine di trasformare le idee in progetti e i progetti in nuove idee. E da lì, solitamente, non c’è più modo di fermarmi!

1 commento

  1. Marina Carnelutti

    Quando si ha la fortuna di avere vicino una persona capace, volonterosa, instancabile e propositiva, si ha anche la speranza che questa operosità positiva contagi il maggior numero di persone.
    L’indifferenza, il lamentarsi fine a se stesso, la pigrizia un po’ ipocrita sono i mali che affliggono le comunità incominciando dalle singole persone.
    ‘Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di Noi inizia a migliorare se stesso’ lo diceva Gandhi
    Grazie a Adriana che da sempre si batte xché i sogni si realizzino!

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