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Incontro con Maso Notarianni, giornalista e attivista

Lunedì 10 novembre si è svolto presso il CAG di Città Nuova un incontro con Maso Notarianni, giornalista, fotoreporter, presidente di Arci Milano, riguardo alla sua esperienza a bordo della Global Sumud Flotilla, nel mese di settembre. Notarianni si è confrontato con le coordinatrici, educatori ed educatrici sul tema della pace e della gestione del conflitto, non solo in ottica geopolitica, ma anche locale.

Maso Notarianni è stato a bordo della nave Karma dell’ARCI, ha raccontato di come, a 120/130 miglia nautiche dalla costa di Gaza, con il suo equipaggio sia stato abbordato in acque internazionali dall’esercito israeliano.

Durante la navigazione le comunicazioni sono state disturbate e ci sarebbero stati droni non identificati che hanno sorvolato le imbarcazioni. “Israele sapeva benissimo come fossimo organizzati, chi fosse presente sulle barche e che tipo di strutture avessimo”.

La testimonianza personale è proseguita raccontando i giorni di prigionia, con torture psicologiche, fisiche e verbali. Il ricordo è andato alla struttura di detenzione in Israele, dove gli attivisti sono stati accolti da militari con cani al guinzaglio, mentre i muri erano tappezzati da bandiere israeliane: un’immagine che richiamava i campi di sterminio nazisti, segno in un “trauma ereditato” dalla popolazione israeliana, che non ha saputo spezzare la catena del dolore.

Notarianni ha posto l’accento sul ruolo dell’attivismo: quello della Flotilla è stato un esempio reale di attivismo “corpo a corpo” che va oltre la pura “performance” sui social. La mobilitazione dal “mondo reale” (manifestanti in piazza, attivisti in mare) ha dato un significato concreto all’azione. Quando ha vissuto momenti difficili, ha trovato grande forza nell’“equipaggio di terra”: il sostegno da parte di chi seguiva la missione a terra ha dato sostegno a chi era fisicamente a bordo. L’attivista ha invitato tutte le partecipanti all’incontro a riflettere su come si debba lavorare sulle giovani generazioni, per instillare valori di accoglienza, inclusione, comprensione e conoscenza reciproca.

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