Oggi vi presentiamo Alessio Cinquini, vicepresidente di Lanterna, eletto come membro del Consiglio direttivo nell’ultima assemblea di aprile 2026.
Classe 1990, Alessio è papà di Alessia (17 anni) e Mathis (5).
Da qualche anno, come volontario in ambito educativo, dedica parte del suo tempo ai bambini e alle bambine di Affori e ai ragazzi e alle ragazze della Comunità Sirio di Monza.
“Sono esperienze che hanno rafforzato la mia convinzione rispetto al fatto che gratitudine e restituzione sono parte del senso della mia vita; un esempio concreto e un’eredità che voglio lasciare anche ai miei figli” dice Alessio.
Alessio, di che cosa ti occupi, nella vita?
Di mestiere lavoro nel campo delle energie rinnovabili e della sostenibilità, e collaboro con testate di settore come Dirigenti Industria e Nonsoloambiente, dove – attraverso rubriche e articoli – condivido spunti di riflessione sulla materia.
Nell’arco della mia carriera ho seguito un percorso non canonico, partendo come operaio e scalando i vertici aziendali laureandomi e conseguendo, sempre da studente lavoratore, un International MBA presso la Graduate School of Management del Politecnico di Milano.
Quali tue esperienze professionali e personali pensi possano essere utili nel direttivo di Lanterna?
Dal punto di vista professionale, metto a disposizione dell’associazione la mia capacità di pianificazione strategica e di project management: saper gestire risorse, ottimizzare processi e traguardare obiettivi concreti entro scadenze precise è fondamentale anche nel Terzo Settore.
Inoltre, la mia abitudine a dialogare con enti locali e partner istituzionali può essere un valore aggiunto per ampliare la rete di Lanterna.
Dal punto di vista personale, offro la mia propensione all’ascolto, l’attitudine al lavoro di squadra e il desiderio di restituire valore alla comunità attraverso un impegno concreto e trasparente, guidato da passione, autenticità e dalla ricerca di un impatto sempre più ampio.
Che cosa ti ha spinto a candidarti per entrare nel direttivo di Lanterna?
La stima che le persone che lavorano in Lanterna nutrono nei miei confronti, che ricambio profondamente!
Il tutto ancorato al desiderio di mettere le mie competenze e la mia energia al servizio di un progetto collettivo in cui credo.
Penso che una realtà come Lanterna abbia un ruolo sociale straordinario sul territorio e le potenzialità per aumentare ancora di più l’impatto sulle comunità.
Essere eletto Vicepresidente è stato qualcosa di non pianificato e rappresenta una grande responsabilità, soprattutto in una fase di trasformazione come quella che vivrà a breve l’associazione.
Questo mi spinge a contribuire attivamente a far crescere la Lanterna, supportando la presidenza e tutto il direttivo nel dare continuità ai successi ottenuti, introducendo al contempo una visione strutturata per le sfide future, orientata a valorizzare ancora di più tutte le nostre attività (come il progetto Punto Donna sull’empowerment femminile).
Qual è, secondo te, la principale sfida che l’associazione dovrà affrontare?
La sfida cruciale, comune a molte realtà del Terzo Settore oggi, è la sostenibilità nel lungo periodo, intesa sia come capacità di intercettare nuove fonti di finanziamento (bandi, partnership strutturate, raccolta fondi), sia come ricambio generazionale e coinvolgimento attivo di nuovi volontari.
Per affrontare il contesto attuale, Lanterna dovrà saper coniugare il grande cuore e la spontaneità del volontariato con modelli di gestione agili, efficienti e digitalizzati, capaci di attrarre le nuove generazioni e comunicare in modo trasparente l’impatto del proprio operato.
Senza mai dimenticare le persone: professioniste e i professionisti che ogni giorno rendono le attività di Lanterna fantastiche per centinaia di bambini e ragazzi.
Loro sono il vero motore di tutto e non finiremo mai di ringraziarli per l’impegno e la passione che mettono in campo quotidianamente.
È giusto che tutto questo venga valorizzato e trasformato anche in un volano attrattivo per altri professionisti del settore, in vista di un percorso di crescita che richiederà sempre più competenza per mantenere (e perché no, incrementare) l’eccellenza delle esperienze costruite per le comunità in cui operiamo.
Ci sono progetti o iniziative che ritieni prioritarie?
Siamo appena partiti con un progetto molto interessante e dalle grandi aspettative lanciato dal Politecnico di Milano dal nome Leave your mark dove, con il supporto dell’università e degli alunni volontari (che colgo l’occasione di ringraziare per il tempo che doneranno all’attività!), abbiamo l’obiettivo di costruire una strategia di posizionamento di Lanterna in merito alle progettualità aziendali (come, ad esempio, il volontariato aziendale).
È un’epoca in cui le aziende sono sempre più alla ricerca di realtà serie con cui costruire progetti locali ad alto impatto, anche in ottica di rendicontazione ESG e CSR. Questo, quindi, sicuramente rappresenta un filone dal grande potenziale su cui dobbiamo lavorare e sono certo che, grazie anche al supporto della nostra super Communication manager Marta, presto diventerà realtà.
Inoltre, stiamo lavorando per organizzare da settembre ancora più eventi e incontri per i ragazzi con special guest d’eccezione: atleti e artisti che, partendo dalla strada, stanno ottenendo risultati davvero straordinari (sulla scia dell’evento di maggio con il pugile professionista Paul Silverback).
Infine, c’è il tema della trasformazione da OdV a una struttura più “corporate” per poter accedere e partecipare a un maggior numero di bandi.
Ma su questo mi fermo, ne parleremo più avanti!
Di sicuro vi terremo aggiornati.