Davide è un ragazzo del 2008, che ha appena concluso il quarto anno del Liceo Economico Sociale. Ci racconta di come abbia frequentato l’oratorio estivo fin da bambino e di come abbia sempre ammirato la figura dell’animatore. Crescendo all’interno di questa realtà, ha sviluppato il desiderio di restituire qualcosa alla comunità che lo ha accompagnato nella sua crescita.
“Per me fare l’animatore significa mettermi al servizio degli altri, soprattutto durante il periodo estivo, offrendo il mio tempo e il mio impegno ai bambini e all’oratorio”.
Quali caratteristiche deve avere un buon animatore?
Secondo me, non tutti sono adatti a questo ruolo. La qualità fondamentale è la pazienza, non solo nei confronti dei bambini, ma anche degli altri animatori con cui si collabora quotidianamente. Altrettanto importante è avere sensibilità e tatto per capire quando un bambino sta vivendo un momento difficile e sapere come aiutarlo. Un animatore deve essere capace di correggere un comportamento sbagliato senza intimorire il bambino, mantenendo un atteggiamento educativo e rispettoso.
La partecipazione al CAG ti ha fatto scoprire quanto ti piaccia stare con i più piccoli…
Sì infatti sto In particolare, sto valutando percorsi universitari come Scienze dell’Educazione o Scienze Politiche. Un lavoro nell’ambito educativo mi piacerebbe anche come scelta di vita.
Ci sarà pur qualcosa in questa attività di animatore che non ti piace…
Sicuramente i problemi organizzativi e i disguidi interni tra animatori. L’attenzione dovrebbe essere concentrata principalmente sui bambini, ma talvolta è necessario dedicare molte energie alla gestione delle dinamiche del gruppo degli animatori.
Immagino. Soprattutto in gita…
Non lo so.
Cioè?
Non partecipo mai alle gite, per motivi economici. Ma ho ideato un progetto per sostenere le spese degli animatori…
Raccontaci!
Si tratta di un “fondo animatori” con l’obiettivo di rendere più accessibili alcune attività, in particolare le gite. L’idea consiste nell’organizzare vendite di salami al cioccolato o organizzando un mercatino con delle blind box, acquistabili a peso senza conoscerne il contenuto. Il ricavato servirebbe a offrire agevolazioni economiche agli animatori. Il progetto è stato accolto positivamente da tutti e nella prima settimana sono stati raccolti già 131 euro.