Susanna (per tutti Susy) ha 15 anni, frequenta l’Istituto Tecnico del Turismo. Durante l’anno trascorre il suo tempo regolarmente al CAG #Maifermi e d’estate è animatrice presso il centro estivo nella stessa struttura.
L’abbiamo incontrata in un caldo pomeriggio di giugno, tra un’attività e un laboratorio.
Susanna, perchè scegli ogni giorno di venire qui a fare l’animatrice?
Stare con i bambini mi è sempre piaciuto. Amo il loro modo di comportarsi e soprattutto il loro modo di pensare. Lo considero spontaneo e genuino. Sono persone “pure”, capaci di dimostrare affetto in modo sincero e di riempire il cuore di gioia con piccoli gesti quotidiani.
Quali qualità servono per fare l’animatore?
La qualità più importante è la pazienza, che rappresenta la chiave per vivere bene l’esperienza dell’oratorio estivo. Un animatore deve saper gestire situazioni di forte stress, affrontare momenti in cui si sente sopraffatto o troppo stimolato e mantenere la calma anche quando prova rabbia o frustrazione. Alcune persone hanno naturalmente queste capacità, mentre altre possano svilupparle proprio grazie all’esperienza sul campo, imparando e migliorandosi durante il centro estivo.
Un aspetto che Susanna considera fondamentale è il rispetto reciproco.
Ci fa notare come molti bambini devono ancora impararlo e racconta di aver assistito a episodi di mancanza di rispetto sia tra coetanei sia nei confronti degli animatori…
Lo so, è difficile mettersi nei panni degli altri e comprendere il punto di vista altrui. Ma c’è sempre speranza!
Davvero?
Ma certo! Proprio ieri un bambino, dopo essersi arrabbiato e aver insultato qualcuno, è tornato spontaneamente a chiedere scusa, senza che noi animatori dovessimo intervenire. Più speranza di cosi?!
Questo centro estivo è stato particolarmente faticoso, soprattutto per le temperature tropicali che faranno passare alla storia l’estate 2026 come una delle più torride…
Oltre il caldo, c’è qualcosa che ti piace poco?
Mi dispiace quando manca collaborazione e comunicazione all’interno del gruppo, perché questi elementi sono essenziali per il buon funzionamento delle attività. Lo ritengo abbastanza fisiologico, soprattutto nella terza settimana.
Che cosa intendi?
La prima settimana è quella più bella. L’entusiasmo dei bambini trasmette energia e buonumore e noi animatori abbiamo voglia di tornare a provare quelle sensazioni che non proviamo da un anno. Durante la seconda settimana cominciano a emergere i primi problemi organizzativi e qualche disguido, mentre si comincia anche ad avvertire la stanchezza. La terza settimana è la più difficile. Il caldo aumenta, i giochi tendono a ripetersi e la routine si fa sentire.
Il clima migliora con la quarta settimana?
Decisamente, perché tutti sanno che il percorso sta per concludersi. Si organizzano attività e giochi più coinvolgenti e l’atmosfera torna ad essere positiva.
Gioco della torre: oratorio o gita?
Oratorio, senza dubbio!
Perchè?
Le gite richiedono un livello di responsabilità molto maggiore e c’è sempre la preoccupazione di poter perdere di vista un bambino. Al contrario, l’oratorio rappresenta un ambiente sicuro e familiare: conosco gli spazi alla perfezione, so orientarmi senza difficoltà e vivo la routine quotidiana come una vera e propria zona di comfort.