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Intervista a Edoardo: “I bambini di oggi? Meno competitività, vi prego!”

Edoardo ha 18 anni e fa l’animatore all’oratorio Cristo Re, dove fino a poco tempo fa ha frequentato il CAG #Maifermi.
Ci offre un caffè poco dopo la pausa pranzo, dove i bambini mangiano e lui va a lavorare come cameriere in un ristorante.
Appena finito il turno, torna in oratorio per i laboratori, i giochi e le riunioni tra animatori.
Ci racconta di aver scelto un percorso di formazione come parrucchiere, anche se i suoi genitori avrebbero preferito che proseguisse gli studi fino al diploma.

Perché hai scelto di fare l’animatore?

Per me fare l’animatore è prima di tutto un’esperienza divertente. Mi piace stare con i bambini e trascorrere del tempo con loro: ecco perché continuo a partecipare alle attività dell’oratorio estivo.
Ho frequentato l’oratorio fin da piccolo e di ho sempre avuto un buon rapporto con i suoi animatori. Ancora oggi mantengo i contatti con alcuni di loro, ormai venticinque o ventiseienni: esco con loro e ormai ci consideriamo quasi coetanei.

Hai proposto a qualche amico di fare l’animatore con te?

Sì, perché secondo me, con il giusto impegno e una reale voglia di mettersi in gioco, praticamente tutti possono diventare animatori.

Come definiresti il tuo rapporto coi più piccoli?

Spero di essere un esempio positivo per i più piccoli, ma bisogna stare attenti a coniugare serietà e divertimento. Uno degli aspetti educativi su cui insisto maggiormente riguarda la competitività.

In che senso?

Molti bambini vivono le attività con un eccessivo desiderio di vincere e tendono a lamentarsi quando perdono. Secondo me, l’oratorio dovrebbe invece insegnare a partecipare con spirito sportivo, accettando anche le sconfitte e valorizzando il gioco di squadra.

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